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7 FEBBRAIO 2019 MILANO – BIKO CLUB

8 FEBBRAIO 2019 PERUGIA - REWORK CLUB

9 FEBBRAIO 2019 ROMA - MONK CLUB

Jimi Tenor – voce, sax, flauto, altri strumenti ed elettronica

Ekow Alabi Savage – batteria

Richard Koch – tromba

Johannes Schleiermacher – sax baritono, flauto

Niko Meinhardt – tastiere

Max Weissenfeldt – percussioni


                                                                                        Nella foto Jimi Tenor & Big Band in Hamburg at Elbphilharmonie 29 Jan 2019

Oltre 20 anni di storia musicale alle spalle, questo il percorso di Jimi Tenor, artista di culto, impertinente multi-strumentista e produttore finlandese che col suo nome d’arte coniuga la passione per Jimmy Osmond e per il sax tenore, e che arriva in Italia per tre concerti per presentare dal vivo ‘Order of Nothingness’, il suo ultimo straordinario album, il primo targato Philophon.

 

Jimi Tenor  in venti anni di carriera ha spaziato tra i generi pur mantenendo sempre una personalissima visione di ricerca e sperimentazione. Si va dagli esordi Techno-Future Jazz-Xperimental (Sähkömies, 1994), all’Elettronica dalle sfumature Pop (Intervision, 1997 e Organism, 1999), all’ossessione per il Soul (Out of nowhere, 2000), a quella per il Jazz di Sun Ra (Heliopause, 2000), fino all’esplorazione di un più futuristico Jazz-Funk combinato all’Afrobeat in compagnia di Tony Allen (Inspiration Information Vol. 4, 2009) o dei Kabu Kabu (Joystone, 2007, 4th dimension, 2009,  The Mystery Of Aether,  2012), e ha pubblicato album su Warp, Kitty-Yo, Sähkö Recordings, Ubiquity, Kindred Spirits, Strut ed ora su Philophon Records.

 

Con Tenor in questo tour alle percusisoni anche il batterista e produttore e label manager della Philophon Max Weissenfeldt (The Poets of Rhythm, Whitefield Brothers) ed Ekow Alabi Savage (Ziggy Marley, Manu Dibango, Fela Kuti, Cedric Im Brooks, Eek-A-Mouse Black Heritage, Vitamin X).

 

Order Of Nothingness European Tour

Jan 29. Hamburg – Elbphilharmonie – Bigband

Jan 31. Berlin – Yaam – Band

Feb 01. Erfurt – Franz Mehlhose – Band

Feb 02. Frankfurt am Main – Horst – Band

Feb 03. München – Rote Sonne – Band

Feb 04. Rosenheim – Asta Club – Band

Feb 06. Innsbruck – Treibhaus – Band

Feb 07. Milano – Biko Club – Band

Feb 08. Perugia – Rework Club – Band

Feb 09. Roma – Monk Club – Band

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Kraut-Life se volessimo racchiudere in un’immagine il nuovo singolo di Jimi Tenor su Philophon. Nell’occasione Tenor ha collaborato con le due gloriose regine del gospel Florence Adooni e Lizzy Amaliyenga, entrambe di Bolgatanga, nel nord del Ghana. Si tratta di un primo assaggio del prossimo album di Tenor su Philophon, annunciato per il 2019.

 

Vocalize My Luv è un affascinante inno all’amore. La parte in Frafra nel testo significa: ti amo con tutto il mio cuore. Il segreto di questo beat va ricercato nel drumming high-life di Ekow Alabi Savage su cui Jimi Tenor si inserisce con un synth basso Korg MS-2 0. L’uomo e la macchina si sciolgono in un groove leggero e allo stesso tempo atletico, un invito irresistibile a lanciarsi in qualche movimentata mossa aerobica sulla pista da ballo alle 3 di notte.

 

La B-Side Ki’igba è un classico brano gospel Frafra di Alogte Oho, completato con un flauto gioioso dal maestro Tenor.

 

ASCOLTALO SU BANDCAMP

 

Accompagna il nuovo singolo di Tenor un VIDEO SUPER ROOTS, in un puro stile africano, girato a Berlino nella sala B dei Joy Sound Studios, quartier generale della Philophon Records, tra scatoloni di dischi e vecchi apparecchiature elettroniche Telefunken, Neumann, Siemens, valvole e tubi incandescenti e una moltitudine di strumenti esotici altamente  problematici (ma non per Jimi Tenor e tantomeno per il padrone di casa).

Dietro la “maschera africana” che  balla forsennatamente per tutto il tempo il boss dell’etichetta e “Groove Monster” Max Weissenfeldt, musicista straordinario che con The Poets of Rhythm e Whitefield Brothers ha gettato le basi del funk moderno a livello mondiale per come lo conosciamo adesso. Protagonisti del video anche Ekow Alabi Savage (Ziggy Marley, Manu Dibango, Fela Kuti, Thirld World, Eek a Mouse, Vitamin X, Ebo Taylor), Florence Adooni e Lizzy Amaliyenga e si intravedono in un rapido frammento anche Richard Koch alla tromba  e Johannes Schleiermacher al sax baritono, che sono i due musicisti che completano la sezione fiati anche nella tournée europea di Tenor che prenderà il via ufficialmente il 29 gennaio da Amburgo e toccherà l’Italia a febbraio per tre imperdibili concerti: 7 Biko Club Milano, 8 Rework Club Perugia e 9 Monk Club Roma.

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Philo- (prefisso) phílos greco = amichevole, amico.

-phon (suffisso) phōnḗ greco = suono, voce

Philophon (sostantivo) = amico del suono, veneratore del suono, amante del suono.

“Philophon – for the love of tone” suona come lo slogan di una società di medie dimensioni degli anni ’80. Il batterista e produttore Max Weissenfeldt dopo aver fatto del suo hobby una professione, ho sentito il bisogno di fare un lavoro che potesse anche considerare un hobby. È stato a partire da questa considerazione che ha preso le mosse il big bang silenzioso della sua etichetta: la Philophon.

Süddeutsche Zeitung, uno dei più importanti quotidiani della Germania, ha definito Max Weissenfeldt “il musicista tedesco più interessante del momento”.

Max era con Dr. John nell’album Locked Down vincitore di un Grammy, per cui ha creato il cosiddetto “Groove Monster”, era con Lana Del Rey in Ultraviolence, era con gli Embryo negli anni ’90 in infiniti tour per oltre 500 concerti, era nel sud-est asiatico a studiare la musica classica dei Saing Waing in Birmania, era a Londra con gli Heliocentrics, era negli Stati Uniti con l’ex batterista dei Sun Ra Arkestras, Marvin “Bugalu” Smith, ma il suo primo amore musicale all’inizio della sua carriera fu il crudo funk afro-americano in tutte le sue sfaccettature, come documentato su migliaia di 7″ della seconda metà degli anni ’60.

Il suo primo progetto, nato insieme al fratello Jan nella cantina dei suoi genitori a Monaco quando era ancora adolescente, si chiamava The Poets of Rhythm, gruppo funk e soul ispirato ad un sound anni ’60, che avrebbe presto innescato una rinasciata radiofonica a livello mondiale. “Non avremmo mai creato lo stesso funk sporco per Sharon Jones e Amy Winehouse senza i Poets of Rhythm - ha dichiarato Gabriel Roth, aka Bosco Mann, cofondatore della Desco Records prima di andarsene per fondare la Daptone - senza di loro la storia del pop sarebbe stata diversa.”

In parallelo, sempre insieme al fratello, da vita ai Whitefield Brothers (Now-Again / Stone Throw Records). Il debutto “In The Raw” segna un ulteriore passo in avanti in una direzione afropsichedelica che si svilupperà ulteriormente in “Earthology“, secondo album a nome Whitefield Brothers, disco la cui lavorazione ha preso ben 15 anni e con cui i due raggiungono la vetta più alta di creatività fraterna mettendo a punto un Groove che diventa il loro marchio di fabbrica e un riferimento in tutto il mondo.

“Il nome Philophon e il desiderio di aprire un’etichetta me li sono portati per anni nel mio cuore - racconta Max – solo che non c’erano le condizioni per farlo. Era il periodo in cui ero sempre in tour con gli Embryo, la leggendaria band del Krautrock. La svolta arrivò quando lasciai Monaco per Berlino unendomi al gruppo gamelan del compositore indonesiano Gutama Soegijo. È stato nel suo studio che ho avuto la possibilità di prendere uno spazio. Finalmente avevo trovato un posto dove poter costruire qualcosa. Iniziai a lavorare con Stibbo Spitzmüller come tecnico e facemmo i primi esperimenti di registrazione. Era il 2012. Stibbo aveva portato una serie di vecchi apparecchi veramente notevoli: Telefunken, Neumann, Siemens … tanto che in inverno non ci siamo mai dovuti preoccupare del riscaldamento per quante valvole e tubi incandescenti avevamo intorno. Eravamo praticamente circondati! Avevamo gettato le basi per i Joy Sound Studios.”

A quei tempi Weissenfeldt viaggia anche molto in Ghana. Per lavorare con i musicisti incontrati nel corso di questi viaggi africani forma a Berlino The Polyversal Souls, una band composta da musicisti che condividevano come lui l’amore per la scoperta di suoni provenienti da tutto il mondo. e inizia a far cantare Roy X aka Jimmy Taylor, il figlio più giovane do Ebo Taylor, la leggenda dell’Highlife. Ed è in Ghana che scopre il virtuoso del kologo Guy One e il gospel Frafra di King Alogte Oho e riporta a Berlino le prime meravigliose registrazioni di questi tre talenti e un grande desiderio di pubblicarli.

Le precedenti esperienze da discografico di Weissenfeldt risalivano a quando il fratello Jan aveva avviato la “Hot Pie & Candy Records” che stampava negli anni ’90 i 7″ dei The Poets Of Rhythm, la loro band di allora, che all’alba del nuovo secolo pubblica con la Ninja Tune “Discern/Define”, lavoro cult con cui la band rompe l’approccio purista degli anni precedenti e sperimenta una matrice Funk in chiave maggiormente contemporanea.

Poi ci fu l’incontro con Philippe Lehman, rampollo della dinastia Lehman Brothers e cofondatore della Desco Records da cui si svilupparono successivamente Daptone, Soulfire e Truth & Soul Records.

“Alla fine di quel decennio - racconta ancora Max - il grande  appassionato di musica Philippe Lehman ci chiama a New York in circostanze principesche per aiutarlo a ricostruire la scena Funk. Per un periodo  abbiamo persino vissuto nei Daptone Studios a Bushwick e dormito nella stanza dove Amy Winehouse più tardi avrebbe inciso i suoi successi! Fu in quel periodo che ho potuto osservare e sperimentare da vicino il processo di strutturazione delle giovani etichette. Una volta rientrato in Germania, nella primavera del 2014, riuscii a convincere un distributore e fu così che uscirono i primi tre 7″ marchiati Philophon: Guy One, Alogte Oho and His Sounds Of Joy e Roy X. Poi fu la volta di  “Invisible Joy”, l’album di debutto di Polyversal Souls, una sorta di secondo capitolo di Earthology (e Bitteschön, Philophon! Vol. 1 è quasi come fosse il capitolo numero tre). Poco più avanti fu la volta di leggende come Hailu Mergia, Alemayehu Eshete, Idris Ackamoor & The Pyramids e Jimi Tenor ad uscire su Philophon, che comincia così a diventare più che un hobby. In seguito poi scopro che la nostra base (che è studio, ufficio e magazzino tutto in uno) a Berlino si trova nello stesso edificio della Parlophon – a quel tempo senza la “e” che verrà aggiunta solo in seguito alla fusione con la Columbia e che diventerà l’etichetta dei Beatles. Parlophone – Philophon, forse la prossima rivoluzione musicale avrà luogo sulla mia etichetta?”

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OLTRE IL FATTO CHE PURTROPPO IN QUESTI GIORNI NON POSSO SPOSTARMI DA ROMA, NON CI SONO ALTRI 9 MOTIVI PER NON ANDARE AL MEI  IN REALTA’  ^o^

 

CE NE SAREBBERO INVECE TANTI PER PARTECIPARE.

 

Siccome non voglio annoiarvi elencandoli tutti,  vi ricordo intanto gli appuntamenti con YOUKUS, il trio di ukulele che fa dell’ironia la quinta corda del loro andar per musica:

 

ore 16 nel programma della Rete dei festival sul Palco Folk di Piazzale Pancrazi

e di nuovo alle 16:50 in Corso Garibaldi, una della tre piazze busker organizzate da Spaghetti Unplugged

 

Programma completo qui: MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti a Faenza venerdì 29 – sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre 2017

Cheers

 

Nella foto sotto YOUKUS guarda al MEI

 

 

 

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NEW ALBUM

“Walk Against Wind

(Biophilia, 2017)

 

EUROPEAN TOUR 2017 – ITALY

w/Ben Wendel, tenor saxophone – Matthew Stevens, guitar – Justin Brown, drums

16/7 UMBRIA JAZZ – 17/7 VALDARNO JAZZ FESTIVAL – 18/7 PEPERONCINO JAZZ FESTIVAL – 20/7 SILE JAZZ – 22/7 CALA GONONE JAZZ FESTIVAL – 24-28/7 TUSCIA JAZZ 

Nata in Malesia e cresciuta a Perth, in Australia occidentale, Linda May Han Oh è una brillante bassista e compositrice ed è più che una promessa. Talento precoce,  ha studiato fin da piccola piano e fagotto per passare a 15 anni al basso elettrico, suonando jazz e rock nelle orchestre studentesche. La svolta è stata nel 2009 la menzione d’onore alla Thelonious Monk Bass Competition, seguita nel 2010 dal Bell Award come giovane artista australiana dell’anno e dal primo posto nel referendum dei critici di Downbeat come Acoustic Bass Rising Star. Si è trasferita a vivere a New York. Ha suonato al fianco di musicisti come Joe Lovano, Steve Wilson, Vijay Iyer, Dave Douglas, Kenny Barron, Geri Allen, Fabian Almazan e Terri Lyne Carrington.

Attualmente è nel quartetto di Pat Metheny, che per lei ha avuto parole entusiastiche:  “Ha tutto quello che cerco da sempre: senso del ritmo, scelta delle note e molta immaginazione. Ma la dote più rara, che voglio in un musicista e che lei possiede, è saper comunicare e interfacciarsi con estrema naturalezza con gli altri musicisti e con il pubblico”.

Ha scritto per grandi ensemble come anche musica per film. Il debutto a suo nome risale  al 2009, con un album in trio che si intitola semplicemente “Entry”. A questo fanno seguito “Initial Here” e “Sun Pictures” nel 2012 e 2013 per la prestigiosa Greenleaf Records. “Walk Against Wind” è il suo 4° album, ed è uscito il 14 aprile 2017.

Website: http://lindamayhanoh.com

 “WALK AGAINST WIND”
ASCOLTA / ACQUISTA

https://lindamayhanoh.bandcamp.com/releases
L’arte del mimo, con l’abbraccio del silenzio e della pura espressione fisica, può sembrare un’improbabile fonte d’ispirazione per un musicista jazz. Ma in “Camminando contro vento”, una delle pièce più amate dal grande Marcel Marceau, la bassista e compositrice Linda Oh crea una splendida metafora per raccontare la vita di un artista. Nel movimento grazioso ma frustrato di Marceau, che ha anche ispirato l’iconica passeggiata lunare di Michael Jackson, ammiriamo il leggendario mimo insinuarsi e combattere contro forze invisibili, ma al tempo stesso comprendiamo anche la bellezza e il piacere che si provano nel prendere strade e percorsi di vita che presentano sfide più grandi – ma anche premi più ricchi.

Linda May Han Oh esplora ciò che riguarda le grandi sfide e i ricchi premi del percorso di un artista. “Walk against wind/Camminare contro il vento” è un lavoro sui percorsi che scegliamo,” spiega Oh. “Talvolta finiscono per essere i sentieri più difficili, ma a lungo andare si dimostrano i più fecondi”.

L’album è il seguito spirituale del precedente “Sun Pictures”, del 2013, album che fu molto apprezzato.

credits

released April 14, 2017

Linda Oh – acoustic bass

Ben Wendel – tenor saxophone

Matthew Stevens – guitar

Justin Brown – drums

Fabian Almazan – piano (tracks 2, 6, 10)

Minji Park – janggu & kkwaenggwari (track 8)

Recorded at Brooklyn Recording on March 1 & 2, 2016

Engineered by Tyler MacDiarmid & Andy Taub

Mixed and Mastered by David Darlington at Bass Hit Studios

 

International press quotes:

  • “Oh makes music that is resolutely of the moment…Her innovative range and stellar improvisations have made [her] one of the most dynamic rising stars in jazz today.” - The Wall Street Journal
  • “She’s on pace to become something rare in jazz: a bassist known primarily for her work as a bandleader.” - The New York Times
  • “A major bass voice arrives” – JazzTimes
  • “On Walk Against Wind…[Oh] takes a long stride forward as a bandleader and composer. The writing is intricate but flowing, tailored to the articulate grace of her band.” - WBGO Take Five
  • “[a] consistently engaging, original album.” - Hot House
  • “Linda May Han Oh is a planetary force and these compositions, so brilliantly crafted, are her gravitational waves.” - Nextbop
  • “with bass in the forefront, not just as a solo voice but as an intriguing structural component in the writing… Oh shows remarkable growth and clarity of vision” – New York City Jazz Record
triat

Giovedì 1 giugno dal vivo in anteprima a Roma, nel quartiere del Pigneto, nell’affascinante cornice di I LEICA JAZZ:

TRIAT: In a dense fog, affresco sonoro tra musica etnica, contemporanea, jazz di ricerca e fluide improvvisazioni che si caratterizza con un racconto timbrico per nulla scontato, un incontro di suoni e continenti, un incontro tra culture.  Un progetto inedito di

Gionni Di Clemente: chitarra classica 10 corde, oud, bouzouki, pedali

Domenico Candellori: batteria, percusioni, batteria elettronica

Giuseppe Franchellucci: violoncello, pedali

Greg Burk: moog, sintetizzatori

Distribuito da Rara Records www.rara.it
Una compagine aperta e senza schemi precostituiti, un impasto timbrico che unisce la modernità dell’elettronica e il senso ancestrale di corde, percussioni e voci. E, ancor di più, tutti i protagonisti coinvolti nel disco condividono un’attitudine spontanea nel manipolare e miscelare il senso del suono, alla ricerca delle reazioni emotive e razionali. Allo stesso modo funziona lo spostamento di alcuni ruoli anche nel quartetto “residente”: il violoncello può ricoprire il ruolo del contrabbasso, ma con altre prospettive; le percussioni offrono ulteriori sapori e respiri alla gestione ritmica, la rende più versatile; le armonie affidate al Moog e alle numerose “corde” portate da Gionni Di Clemente completano il quadro.  Fabio Ciminiera

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L’evento é solo su prenotazione. Si svolgerà a Roma in zona Pigneto, in una bella e inusuale location. Per riservarsi la possibilità di assistere al concerto dovete scrivere a info@lsdproduzioni.eu o roots@rootsisland.com indicando il proprio NOME, CELLULARE, NUMERO DI POSTI. Vi verranno forniti tutti i dettagli utili.

Il concerto avrà inizio per le ore 21, è necessario arrivare 30 minuti prima dell’evento. All’arrivo sarà servito un aperitivo.

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[How a Radio has to play on 2017 according to The Heliocentrics]

This

       Is

          Radio

                    Helios

 

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‘A World of Masks’ uscirà in digitale, in CD, LP e LP in edizione limitata gatefold dorato il 26 maggio 2017 per l’etichetta Soundway Records, e sarà distribuito in Italia da Audioglobe.

La band, che ha lavorato in passato con veri e propri pesi massimi della musica come Mulatu Astatke, Orlando Julius, DJ Shadow e Gaslamp Killer, produce ora il primo album con la nuova vocalist Barbara Patkova, un lavoro che galleggia senza soluzione di continuità tra jazz, hip-hop, psycho e Krautrock ed è anticipato dal singolo ‘Made of the sun’, la traccia iniziale dell’album.

Capitanati da Malcom Catto, tra i batteristi più rappresentativi della scena contemporanea, che vanta diversi riconoscimenti e una serie infinita di collaborazioni fin dai primi anni ’90 (tra cui ricordiamo quelle con Dj Shadow e Madlib e quelle con etichette culto come la Mo’ Wax e Jazzman), The Heliocentrics sono un collettivo di musicisti inglesi che a partire dalla prima apparizione nel 2006 nell’album di DJ Shadow ‘The Outsider’, a cui ha fatto seguito nel 2007 il debutto “Out of There” per la Stones Throw Rec, hanno subito messo in chiaro quanto siano del tutto invisibili per loro i confini tra generi musicali. Da sempre il loro suono batte una strada che fluttua tra jazz, hip-hop, psichedelia, krautrock e musica concreta. Un percorso che si è sviluppato e consolidato nel tempo e nei successivi lavori ‘3 Degrees Of Reality’ e ‘In the Deep’. Forti di un’identità originale e un eclettismo fuori dal comune si sono da subito messi in gioco nelle collaborazioni con veri e propri pesi massimi della storie della musica come Mulatu Astake, pioniere dell’Ethio jazz, LLoyd MIller, jazzista, studioso e massimo esperto di musica medio-orientale, e Orlando Julius, padrino dell’Afro Soul, fino ad arrivare al recente album firmato insieme a Melvin Van Pebbles, il padre spirituale della Blaxploitation.

Nel 2009, l’album ‘Inspiration Information’ delo Mulatu Astatke è stato eletto album dell’anno Jamie Cullum, il celebre cantante e conduttore radiofonico di BBC2 Radio, un riconoscimento condiviso da moltissime testate internazionali.Sono stati dieci anni intensi quelli trascorsiMadlib, Gaslamp Killer, MF Doom, Archie Shepp, Marshall Allen (Sun Ra Arkestra) e il compianto David Axelrod, scomparso di recente.Adesso, sulla misura di questo primo decennioQuatermass Sound Lab, il loro studio analogico a East London, introduce un elemento di novità rispetto ai precedenti lavori e accoglie nel suo sound la voce, strumento per loro inusuale, della giovane cantante slovacca Barbora Patkova. Con un groove in continua espansione e ritmi che muovono verso nuove dimensioni non ancora esplorate così a fondo come adesso, gli Heliocentrics sviluppano e rivitalizzano il concetto di cosmic jazz. E già alcuni ‘rumors’ li vedono proiettati verso un futuro album in collaborazione proprio con la Sun Ra Arkestra.

HELIOS-INFO:
www.facebook.com/TheHeliocentrics

BOOKING RE::LIFE BOOKING DEPT.

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A WORLD OF MASKS LIVE PREMIERE

6 APRILE BOLOGNA, Locomotiv Club

7 APRILE ROMA, Auditorium Parco della Musica

8 APRILE MILANO, Biko Club

Opening act: BLUE LAB BEATS


I leggendari The Heliocentrics, band di culto capitanata da Malcom Catto, tornano a suonare in Italia e presentano in anteprima assoluta i brani del nuovo album A World of Masks, il loro quarto, annunciato in uscita il 26 maggio 2017 per la Soundway Records (distribuita in Italia da Audioglobe).

La band, che ha lavorato in passato con veri e propri pesi massimi della musica come Mulatu Astatke, Orlando Julius, DJ Shadow e Gaslamp Killer, produce ora il primo album con la nuova vocalist Barbara Patkova, un lavoro che galleggia senza soluzione di continuità tra jazz, hip-hop, psycho e Krautrock ed è anticipato dal singolo ‘Made of the sun’, la traccia iniziale dell’album.

Opening act del tour italiano: BLUE LAB BEATS, duo londinese formato dal producer NK OK e dal polistrumentista Mr DM. I due hanno da poco pubblicato il loro esordio con l’EP ‘Blue Skies’:  https://soundcloud.com/blue-lab-beats

HELIOS-INFO:
www.facebook.com/TheHeliocentrics

IL TOUR ITALIANO E’ ORGANIZZATO DA
RE::LIFE BOOKING DEPT.

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Fresh from recording her second album, Daymé Arocena is coming to Europe, backed by her immensely talented fellow Cuban musicians. Known as Los Niños, both they and Daymé have risen out of Cuba’s unrivalled musical conservatoires.

Bringing their unmissable live show to venues across Europe, don’t sleep on tickets.

31st March, Yuca/CBE, Cologne (Tickets)
1st April, Mojo, Hamburg (Tickets)
2nd April, Berghain Kantine, Berlin (Tickets)
3rd April, Alte Feuerwache, Mannheim (Tickets)
5th April, De Roma, Antwerp (Tickets)
6th April, Paradiso, Amsterdam (Tickets)
7th April, Motel Mozaïque Festival, Rotterdam (Tickets)
8th April, Espace Senghor, Brussels (Tickets)
13th April, New Morning, Paris (Tickets)
14th April, The Jazz Cafe, London (Tickets)
20th April, Bravo Caffe, Bologna (Tickets tbc)
21st April, Teatro Studio, Auditorium Parco Della Musica, Rome (Tickets)
22nd April, Biko, Milan (Tickets tbc)
24th April, Cafe Berlin, Madrid

27th April, Brooklyn Parlor, Fukuoka (Tickets)
29th April, Jazz Auditoria, Tokyo (Tickets tbc)
30th April, Blue Note, Tokyo (Tickets)*
30th April, Jazz Auditoria, Tokyo (Tickets tbc)
1st May, Blue Note, Tokyo (Tickets)
2nd May, Blue Note, Tokyo (Tickets)

*Playing with Blue Note All-Star Tokyo Jazz Orchestra

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“A vibrant, bold record.” Pitchfork
“Expansive and imaginative.” The Wire
“A triumph.” The Sunday Times
“A career-defining release.” Uncut
“An entertaining, impressively varied return.” The Guardian
“Heavy duty.” DJ Mag
An audacious album.” Okayafrica
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THE MAKING OF “CUBAFONÍA”

Questo disco racconta di me, di quello che sono. E’ un disco che suona Cuba nel XXI secolo. E’ un disco che suona musica cubana di oggi.

“I’m an academic musician. I went to music school, I studied at the Amadeo Roldán Conservatory, where they teach us Bach, Mozart, Beethoven, Brahms, Strauss, Mahler and Wagner … but they also teach us the Cuban classics. And at some point we play the classic styles of popular Cuban music, though without giving them great recognition because the school is focused on classical music. But we understand them, we recognize them and we study them. I think that school was my first connection to traditional Cuban music styles. And after that, the street, and life in general, taught me how beautiful they are and how influential they are on the lives of every Cuban, musician or not. So that’s where it began, my complicity with the musical styles which I was born into.”