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7 FEBBRAIO 2019 MILANO – BIKO CLUB

8 FEBBRAIO 2019 PERUGIA - REWORK CLUB

9 FEBBRAIO 2019 ROMA - MONK CLUB

Jimi Tenor – voce, sax, flauto, altri strumenti ed elettronica

Ekow Alabi Savage – batteria

Richard Koch – tromba

Johannes Schleiermacher – sax baritono, flauto

Niko Meinhardt – tastiere

Max Weissenfeldt – percussioni


                                                                                        Nella foto Jimi Tenor & Big Band in Hamburg at Elbphilharmonie 29 Jan 2019

Oltre 20 anni di storia musicale alle spalle, questo il percorso di Jimi Tenor, artista di culto, impertinente multi-strumentista e produttore finlandese che col suo nome d’arte coniuga la passione per Jimmy Osmond e per il sax tenore, e che arriva in Italia per tre concerti per presentare dal vivo ‘Order of Nothingness’, il suo ultimo straordinario album, il primo targato Philophon.

 

Jimi Tenor  in venti anni di carriera ha spaziato tra i generi pur mantenendo sempre una personalissima visione di ricerca e sperimentazione. Si va dagli esordi Techno-Future Jazz-Xperimental (Sähkömies, 1994), all’Elettronica dalle sfumature Pop (Intervision, 1997 e Organism, 1999), all’ossessione per il Soul (Out of nowhere, 2000), a quella per il Jazz di Sun Ra (Heliopause, 2000), fino all’esplorazione di un più futuristico Jazz-Funk combinato all’Afrobeat in compagnia di Tony Allen (Inspiration Information Vol. 4, 2009) o dei Kabu Kabu (Joystone, 2007, 4th dimension, 2009,  The Mystery Of Aether,  2012), e ha pubblicato album su Warp, Kitty-Yo, Sähkö Recordings, Ubiquity, Kindred Spirits, Strut ed ora su Philophon Records.

 

Con Tenor in questo tour alle percusisoni anche il batterista e produttore e label manager della Philophon Max Weissenfeldt (The Poets of Rhythm, Whitefield Brothers) ed Ekow Alabi Savage (Ziggy Marley, Manu Dibango, Fela Kuti, Cedric Im Brooks, Eek-A-Mouse Black Heritage, Vitamin X).

 

Order Of Nothingness European Tour

Jan 29. Hamburg – Elbphilharmonie – Bigband

Jan 31. Berlin – Yaam – Band

Feb 01. Erfurt – Franz Mehlhose – Band

Feb 02. Frankfurt am Main – Horst – Band

Feb 03. München – Rote Sonne – Band

Feb 04. Rosenheim – Asta Club – Band

Feb 06. Innsbruck – Treibhaus – Band

Feb 07. Milano – Biko Club – Band

Feb 08. Perugia – Rework Club – Band

Feb 09. Roma – Monk Club – Band

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Giovedì 1 giugno dal vivo in anteprima a Roma, nel quartiere del Pigneto, nell’affascinante cornice di I LEICA JAZZ:

TRIAT: In a dense fog, affresco sonoro tra musica etnica, contemporanea, jazz di ricerca e fluide improvvisazioni che si caratterizza con un racconto timbrico per nulla scontato, un incontro di suoni e continenti, un incontro tra culture.  Un progetto inedito di

Gionni Di Clemente: chitarra classica 10 corde, oud, bouzouki, pedali

Domenico Candellori: batteria, percusioni, batteria elettronica

Giuseppe Franchellucci: violoncello, pedali

Greg Burk: moog, sintetizzatori

Distribuito da Rara Records www.rara.it
Una compagine aperta e senza schemi precostituiti, un impasto timbrico che unisce la modernità dell’elettronica e il senso ancestrale di corde, percussioni e voci. E, ancor di più, tutti i protagonisti coinvolti nel disco condividono un’attitudine spontanea nel manipolare e miscelare il senso del suono, alla ricerca delle reazioni emotive e razionali. Allo stesso modo funziona lo spostamento di alcuni ruoli anche nel quartetto “residente”: il violoncello può ricoprire il ruolo del contrabbasso, ma con altre prospettive; le percussioni offrono ulteriori sapori e respiri alla gestione ritmica, la rende più versatile; le armonie affidate al Moog e alle numerose “corde” portate da Gionni Di Clemente completano il quadro.  Fabio Ciminiera

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L’evento é solo su prenotazione. Si svolgerà a Roma in zona Pigneto, in una bella e inusuale location. Per riservarsi la possibilità di assistere al concerto dovete scrivere a info@lsdproduzioni.eu o roots@rootsisland.com indicando il proprio NOME, CELLULARE, NUMERO DI POSTI. Vi verranno forniti tutti i dettagli utili.

Il concerto avrà inizio per le ore 21, è necessario arrivare 30 minuti prima dell’evento. All’arrivo sarà servito un aperitivo.

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[How a Radio has to play on 2017 according to The Heliocentrics]

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       Is

          Radio

                    Helios

 

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‘A World of Masks’ uscirà in digitale, in CD, LP e LP in edizione limitata gatefold dorato il 26 maggio 2017 per l’etichetta Soundway Records, e sarà distribuito in Italia da Audioglobe.

La band, che ha lavorato in passato con veri e propri pesi massimi della musica come Mulatu Astatke, Orlando Julius, DJ Shadow e Gaslamp Killer, produce ora il primo album con la nuova vocalist Barbara Patkova, un lavoro che galleggia senza soluzione di continuità tra jazz, hip-hop, psycho e Krautrock ed è anticipato dal singolo ‘Made of the sun’, la traccia iniziale dell’album.

Capitanati da Malcom Catto, tra i batteristi più rappresentativi della scena contemporanea, che vanta diversi riconoscimenti e una serie infinita di collaborazioni fin dai primi anni ’90 (tra cui ricordiamo quelle con Dj Shadow e Madlib e quelle con etichette culto come la Mo’ Wax e Jazzman), The Heliocentrics sono un collettivo di musicisti inglesi che a partire dalla prima apparizione nel 2006 nell’album di DJ Shadow ‘The Outsider’, a cui ha fatto seguito nel 2007 il debutto “Out of There” per la Stones Throw Rec, hanno subito messo in chiaro quanto siano del tutto invisibili per loro i confini tra generi musicali. Da sempre il loro suono batte una strada che fluttua tra jazz, hip-hop, psichedelia, krautrock e musica concreta. Un percorso che si è sviluppato e consolidato nel tempo e nei successivi lavori ‘3 Degrees Of Reality’ e ‘In the Deep’. Forti di un’identità originale e un eclettismo fuori dal comune si sono da subito messi in gioco nelle collaborazioni con veri e propri pesi massimi della storie della musica come Mulatu Astake, pioniere dell’Ethio jazz, LLoyd MIller, jazzista, studioso e massimo esperto di musica medio-orientale, e Orlando Julius, padrino dell’Afro Soul, fino ad arrivare al recente album firmato insieme a Melvin Van Pebbles, il padre spirituale della Blaxploitation.

Nel 2009, l’album ‘Inspiration Information’ delo Mulatu Astatke è stato eletto album dell’anno Jamie Cullum, il celebre cantante e conduttore radiofonico di BBC2 Radio, un riconoscimento condiviso da moltissime testate internazionali.Sono stati dieci anni intensi quelli trascorsiMadlib, Gaslamp Killer, MF Doom, Archie Shepp, Marshall Allen (Sun Ra Arkestra) e il compianto David Axelrod, scomparso di recente.Adesso, sulla misura di questo primo decennioQuatermass Sound Lab, il loro studio analogico a East London, introduce un elemento di novità rispetto ai precedenti lavori e accoglie nel suo sound la voce, strumento per loro inusuale, della giovane cantante slovacca Barbora Patkova. Con un groove in continua espansione e ritmi che muovono verso nuove dimensioni non ancora esplorate così a fondo come adesso, gli Heliocentrics sviluppano e rivitalizzano il concetto di cosmic jazz. E già alcuni ‘rumors’ li vedono proiettati verso un futuro album in collaborazione proprio con la Sun Ra Arkestra.

HELIOS-INFO:
www.facebook.com/TheHeliocentrics

BOOKING RE::LIFE BOOKING DEPT.

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A WORLD OF MASKS LIVE PREMIERE

6 APRILE BOLOGNA, Locomotiv Club

7 APRILE ROMA, Auditorium Parco della Musica

8 APRILE MILANO, Biko Club

Opening act: BLUE LAB BEATS


I leggendari The Heliocentrics, band di culto capitanata da Malcom Catto, tornano a suonare in Italia e presentano in anteprima assoluta i brani del nuovo album A World of Masks, il loro quarto, annunciato in uscita il 26 maggio 2017 per la Soundway Records (distribuita in Italia da Audioglobe).

La band, che ha lavorato in passato con veri e propri pesi massimi della musica come Mulatu Astatke, Orlando Julius, DJ Shadow e Gaslamp Killer, produce ora il primo album con la nuova vocalist Barbara Patkova, un lavoro che galleggia senza soluzione di continuità tra jazz, hip-hop, psycho e Krautrock ed è anticipato dal singolo ‘Made of the sun’, la traccia iniziale dell’album.

Opening act del tour italiano: BLUE LAB BEATS, duo londinese formato dal producer NK OK e dal polistrumentista Mr DM. I due hanno da poco pubblicato il loro esordio con l’EP ‘Blue Skies’:  https://soundcloud.com/blue-lab-beats

HELIOS-INFO:
www.facebook.com/TheHeliocentrics

IL TOUR ITALIANO E’ ORGANIZZATO DA
RE::LIFE BOOKING DEPT.

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Fresh from recording her second album, Daymé Arocena is coming to Europe, backed by her immensely talented fellow Cuban musicians. Known as Los Niños, both they and Daymé have risen out of Cuba’s unrivalled musical conservatoires.

Bringing their unmissable live show to venues across Europe, don’t sleep on tickets.

31st March, Yuca/CBE, Cologne (Tickets)
1st April, Mojo, Hamburg (Tickets)
2nd April, Berghain Kantine, Berlin (Tickets)
3rd April, Alte Feuerwache, Mannheim (Tickets)
5th April, De Roma, Antwerp (Tickets)
6th April, Paradiso, Amsterdam (Tickets)
7th April, Motel Mozaïque Festival, Rotterdam (Tickets)
8th April, Espace Senghor, Brussels (Tickets)
13th April, New Morning, Paris (Tickets)
14th April, The Jazz Cafe, London (Tickets)
20th April, Bravo Caffe, Bologna (Tickets tbc)
21st April, Teatro Studio, Auditorium Parco Della Musica, Rome (Tickets)
22nd April, Biko, Milan (Tickets tbc)
24th April, Cafe Berlin, Madrid

27th April, Brooklyn Parlor, Fukuoka (Tickets)
29th April, Jazz Auditoria, Tokyo (Tickets tbc)
30th April, Blue Note, Tokyo (Tickets)*
30th April, Jazz Auditoria, Tokyo (Tickets tbc)
1st May, Blue Note, Tokyo (Tickets)
2nd May, Blue Note, Tokyo (Tickets)

*Playing with Blue Note All-Star Tokyo Jazz Orchestra

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DAYMÉ AROCENA (CUBA – Brownswood Recordings / Audioglobe)
Cantante, compositrice, arrangiatrice, direttrice di coro e band leader, carismatica presenza della musica cubana, Daymé Arocena è emersa rapidamente sulla scena internazionale jazz e neo-soul.
CUBAFONÍA è il suo nuovo album, dal 10 marzo in tutti gli stores digitali e nei negozi di dischi: www.cubafonia.com

 

Le piacerebbe lavorare con Kendrick Lamar e Anderson .Paak, e in primavera sarà in Italia per tre imperdibili concerti: 
20 aprile BOLOGNA – Bravo Caffé
21 aprile ROMA –  Auditorium Parco della Musica, Teatro Studio
22 aprile MILANO – Biko Club

 

Mambo Na’ Mà è il primo singolo estratto

Con Cuba che si appresta a connettersi sempre più col resto del mondo, l’orgoglio del popolo cubano per un patrimonio musicale unico non è mai stato così vitale. Daymé Arocena non fa eccezione, non si distacca da queste basi, e torna con un secondo album molto ambizioso: ”Cubafonía”; in cui sviluppa le sue composizioni partendo dai ritmi classici della musica cubana, abbraccia la ricchezza dei diversi piani musicali del suo paese, e al tempo stesso riesce a guardare al di fuori di quei confini, capitalizzando le esperienze dei tanti viaggi fatti nel corso degli ultimi due anni. Si tratta del progetto più lucido e completo che abbia mai realizzato da quando, nel 2012, ha incontro quello che diventerà poi il suo mentore (e direttore artistico dell’etichetta) Gilles Peterson. Daymé ha potuto contare sulla grande esperienza e sulla visione molto ampia che Peterson ha come DJ, radiofonico e promoter, e sul sostegno del progetto Havana Cultura* – una piattaforma che sviluppa e incoraggia la creatività contemporanea a Cuba, creata dai produttori del rum Havana Club.

Ha condiviso il palco con Roy Ayers e la superstar brasiliana Ed Motta (che ha sorpreso in lacrime di gioia con una dichiarazione d’amore mentre erano sul palco del Worldwide Festival), con Miguel Atwood-Ferguson in occasione della sua trionfante Suite for Ma Dukes al Barbican, arrembando letteralmente il palco. Ha tenuto concerti da Los Angeles a Tokyo, ipnotizzando ogni volta il pubblico con la sua sbalorditiva estensione vocale e un grande senso dell’umorismo e dell’ironia. Le piacerebbe lavorare con Kendrick Lamar e Anderson Paak.  Ambiziosa, laboriosa, e affamata di scambio culturale, che non compromette il sapore unico del suo paese d’origine di cui è così fiera, lascia trasparire che il 2017 potrebbe essere un anno monumentale per lei che ha ben chiaro il senso delle influenze e commistioni nella sua musica: “Non abbiamo una cultura nativa,” spiega. “Non abbiamo popolazioni indigeni, come i Maya o i Quechua. Hanno fatto un paese con persone provenienti da tutto il mondo – che è ciò che rende la cultura cubana così diversa .”

DAYMÉ AROCENA CUBAFONÍA: RootsIsland Wide Promotion –  Riccardo Rozzera - roots@rootsisland.com393.9818120

 

* Lanciata nel 2007, HAVANA CULTURA è la piattaforma per la promozione della creatività cubana contemporanea creata dal produttore di rum cubano Havana Club. Il suo obiettivo principale è quello di mettere in mostra e valorizzare il lavoro di artisti in varie discipline, tra cui musica, arti visive e dello spettacolo, del cinema e della letteratura, sia attraverso un sito web ricco di informazioni e finestre multimediali, sia attraverso lo sviluppo di progetti culturali. Havana Cultura sul web: havana-cultura.com

 

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YUSSEF KAMAAL (UK – Brownswood Recordings)

BLACK FOCUS TOUR, DICEMBRE  2016 : il 2 a Roma al Monk Club; il 3 a Milano al Biko Club nell’ambito della rassegna MASH 2016 Sonic Impact; il 4 al Combo Social Club di Firenze;  il 7 a Torino allo Spazio 211 per la giornata di apertura del Jazz:Re:Found Festival.

“Black Focus” è il titolo dell’album d’esordio di Yussef Kamaal, progetto capitanato da Yussef Dayes e Kamaal Williams (aka Henry Wu).  Entrambi provengono dai sobborghi londinesi e hanno iniziato giovanissimi suonando nei pub di Peckam e Camberwell. Dayes è la batteria dal sapore cosmico e afrobeat, già noto per essere parte di United Vibrations, due album all’attivo con loro, e per diverse altre collaborazioni. Williams è profondo conoscitore di drum machine e tastiere e, con il moniker di Henry Wu, è già un personaggio di riferimento con alle spalle una serie di uscite in 12” su 22a Music, Eglo Records e Rhythm Section INTL.

Il suono di Yussef Kamaal è modellato dal suono di Londra. Un progetto cresciuto tra jungle, grime e broken beat, e profuma di jazz dai bassi saturi come fossero trasmessi da una radio pirata della capitale. Dayes e Williams hanno avuto poco tempo per conoscersi, e il progetto si è evoluto in Yussef Kamaal in maniera del tutto spontanea, forgiando i brani nell’improvvisazione piuttosto che nella scrittura. L’ispirazione è ben salda in quello spirito jazz-funk degli anni ’70, tipico degli album di Herbie Hancock o della Mahavishnu Orchestra. Debitori tanto del piano di Thelonious Monk, quanto della drum-machine di Kaidi Tatham, i due guidano il progetto all’interno di un solco ben preciso. E se negli States questo solco è stato tracciato intorno al mondo hip-hop più contaminato – da Robert Glasper a Kamasi Washington che hanno re-immaginato un certo jazz all’interno della cultura musicale americana –  in “Black Focus” sviluppano, in maniera magistrale, un ibrido di quel jazz nel contesto meticcio cosmopolita londinese.

“Si regge tutto sulla batteria e sulle tastiere. Non prendiamo niente da nessun altro – dice Williams – ma è ciò da cui tutto è nato: gli accordi, il ritmo e la batteria”.   “Non si tratta di arrangiamenti completi, ma più di un flusso – continua Dayes – dove molte tracce sono nate spontaneamente, con Henry che iniziava a suonare un giro di un paio di accordi, e io che mi inserivo nel groove, lasciando che gli arrangiamenti nascessero in maniera spontanea”.  “Il modo con cui ci avviciniamo alla musica – a parlare è ancora Williams – è tutto energia ed empatia. Ci siamo semplicemente entrati e l’abbiamo tirata fuori”.

Da questo interplay, da una session live di Williams (Henry Wu) per Boiler Room (VEDI: https://youtu.be/Cg5J6Eo_3H0), Yussef Kamaal è divenuto presto un progetto vero e proprio, con i due che hanno tenuto una serie di live partendo semplicemente da un giro di accordi per poi improvvisare sul palco, fino a che non hanno deciso di portare quel che suonavano dal vivo anche in uno studio di registrazione. Per farlo si sono affidati alla guida di Malcolm Catto (The Heliocentrics) per un disco che mantiene intatte tanto le improvvisazioni, quanto l’energia sprigionata nei live. Un disco influenzato da ogni angolo di Londra, che non poteva che avere il suo cuore pulsante nel dialogo tra batteria e tastiere, e che si è arricchito di tanti altri strumenti e musicisti ospiti, felici di interagire e di essere parte di questo album di debutto, pubblicato il 4 novembre 2016 dall’etichetta di Gilles Peterson, la Brownswood Recordings.

ALBUM TRACKLIST: 1. Black Focus 2. Strings of light 3. Remembrance 4. Lowrider  5. Yo Chavez  6. Ayla  7. Mansers Message  8. Wingtai Drums  9. Joint 17

YUSSEF KAMAAL  - BLACK FOCUS TOUR 2016 - Italy: Re::Life Booking Dept. Marco Saurini booking@relife.it

PRESS: RootsIsland Wide Promotion –  Riccardo Rozzera - roots@rootsisland.com 393.9818120

Copia di KING Press Shot 6-CREDIT ALEX KING

Il trio elettro-soul che ha già folgorato Prince, Stevie Wonder e Nile Rodgers, che stava per arrivare in Italia con il WE ARE KING WORLD TOUR per ben tre concerti (23.11 Bravo Caffé Bologna, 24.11 Monk Club Roma, 25.11 Biko Club Milano)

INTERROMPE IL TOUR EUROPEO ED ANNUNCIA CHE I CONCERTI CHE ERANO IN PROGRAMMA IN GERMANIA, ITALIA E PORTOGALLO, COME GIA’ SUCCESSO NEI GIORNI SCORSI PER I CONCERTI DI COPENHAGEN E DI VILNIUS, VERRANNO RIPROGRAMMATI IN PRIMAVERA.

IL TOUR NON SARA’ CANCELLATO.

RESTA FERMA LA VOLONTA DELLA BAND DI TORNARE A SUONARE QUANTO PRIMA IN EUROPA PER MANTENERE FEDE AGLI IMPEGNI PRESI IN PRECEDENZA CON TUTTI GLI ORGANIZZATORI E CON IL LORO PUBBLICO.

Come si legge sul profilo facebook ufficiale della band in un post di questa notte, nonostante i tanti auguri di pronta guarigione giunti ad Amber, per l’infezione all’orecchio che l’aveva afflitta nei giorni scorsi, il suo dottore le ha intimato di non tenere concerti, e di non prendere aerei, per almeno una settimana  (www.facebook.com/weareKING).

KING: è un elettro-soul trio formato dalle gemelle Paris e Amber Strother e dalla  sorella in musica Anita Bias. Nel 2011 le King hanno pubblicato “The Story”, l’EP di debutto, al 100% autoprodotto nel loro home studio, perfetto per introdurci al loro sound: un’intrigante miscela di dream-pop ed R&B, da cui emergono le loro radici di Minneapolis e Los Angeles. All’interno dle disco spiccano su tutti due brani: “Supernatural” ed “Hey”, che vengono  immediatamente rilanciati dalle radio e dalla stampa USA specializzata , fino a catturare l’attenzione e l’ammirazione di Prince, Questlove, il bandleader dei Roots, di Phonte Coleman, frontman di Foreign Exchange, Erykah Badu e Kendrick Lamar, che ha campionato “Hey” per il suo “Chapter Six”. Prince tra gli ammiratori della prima ora, e le cronache narrano che il follettto di Minneapolis, dopo averle scoperte su youtube, inviò loro un’e-mail di una sola frase, chiedendo se fossero “interessate ad un incontro.” Finì che furono invitate ad aprire nel 2011 uno dei suoi memorabili concerti al L.A. Forum con Prince che, fino alla fine, è stato il più accanito supporter e mentore del trio.
Non solo ammiratori sono invece Robert Glasper, insieme hanno prodotto i brani “Move Love” (Black Radio – 2012) e “Song For Selim” (contenuto in Everythings Beatiful, l’album che ha accompagnato l’uscita del film su Miles Davis), Bilal con “Right At The Core” (A Love Surreal – 2013) e Corinne Bailey Rae (hanno co-prodotto il suo nuovo singolo “Green Aphrodisiac”, 2016). Dopo una serie di rinvii, causa dell’intensa attività delle collaborazioni, all’inizio del 2016 hanno pubblicato finalmente l’attesissimo album di debutto dal titolo emblematico “We Are King”, accolto ottimamente dalla critica internazionale, tanto che Rolling Stone, Pitchfork, Npr, Stereogum, Noisey, lo hanno incluso nella classifica di metà anno dei migliori album del 2016. Partite in tour promozionale, a Marzo si sono esibite con ben 4 show al prestigioso SXSW di Austin, in Texas, dove hanno  folgorato pubblico ed addetti ai lavori, tra cui un personaggio del calibro di Stevie Wonder, che le ha chiamate ad aprire il suo concerto a Londra (Hyde Park – 10 Luglio) e Nile Rogers (Chic), che le ha invitate direttamente tra gli headliners del Fold festival, il festival che ogni anno dirige a NY nel mese di agosto.  Fin qui un ottimo debutto che fa presagire un lungo e prosperoso regno, quello delle King.

INFO:
www.weareking.com

IL TOUR ITALIANO E’ ORGANIZZATO DA
RE::LIFE BOOKING DEPT.

E PROMOSSO IN COLLABORAZIONE CON
ROOTS ISLAND WIDE PROMOTION

Copia di KING Press Shot 3-CREDIT ALEX KING

Tre date in Italia a novembre: 23 Bologna Bravo Caffé, 24 Roma Monk Club, 25 Milano Biko Club.

Il trio elettro-soul formato dalle gemelle Paris e Amber Strother e dalla sorella in musica Anita Bias. Un trio di musiciste prima ancora che cantanti visto che scrivono, arrangiano, producono. Band rivelazione del 2016 con il debutto, ‘We are King’, nella lista dei migliori album usciti fino ad ora per TIME, Rolling Stone, Pitchfork, Npr, Stereogum, Complex, noisey, Newsday.

Nel 2011, le KING hanno pubblicato il loro EP di debutto ‘The Story’, che conteneva ‘Supernatural’ e ‘Hey’, due brani ottimi per introdurci al sound dele KING. Un lavoro interamente autoprodotto nel loro home studio, un’intrigante miscela di dream-pop e R&B da cui emergono forti le influenze delle loro radici a Minneapolis e Los Angeles. 

Tra gli ammiratori della prima ora si conta Prince, e la leggenda narra che il folletto di Minneapolis, dopo averle scoperte su youtube, inviò loro un’e-mail di una sola frase, chiedendo se fossero “interessate ad un incontro”. uno scambio di corrispondenza proficuo visto che poi le invitò ad aprire uno dei suoi memorabili concerti al L.A. Forum nel 2011. Prince fino alla fine è stato il più accanito supporter e mentore del trio.

Immediatamente hanno raccolto stima e ammirazione da parte di ?uestlove (The Roots), Phonte Coleman (Foreign Exchange), Erykah Badu e Kendrick Lamar, che ha campionato ‘Hey’ per il suo ‘Chapter Six’.

Non solo ammiratori sono invece Robert Glasper, insieme hanno prodotto i brani ‘Move Love’ (contenuto in Black Radio del 2012, vincitore di un Grammy come Best R&B Album) e ‘Song For Selim’ (Everythings Beatiful, 2016), Bilal con ‘Right At The Core’ (A Love Surreal, 2013) e Corinne Bailey Rae con cui hanno coprodotto il suo nuovo singolo ‘Green Aphrodisiac’ (2016). A Febbraio 2016 hanno pubblicato finalmente il loro attesissimo album di debutto dal titolo emblematico ‘We Are King’ che le sta catapultando nel gotha della black music contemporanea. A Marzo si sono esibite con ben 4 show al celeberrimo SXSW di Austin – Texas dove hanno folgorato pubblico ed addetti ai lavori, ammaliando tra gli altri personaggi del calibro di Stevie Wonder, che le ha chiamate a Londra tra gli open act del memorabile concerto di Hyde Park del 10 luglio di quest’anno e Nile Rodgers, degli Chic, le ha inserite direttamente tra gli headliner della seconda giornata del Fold Festival che dirige e organizza ogni anno a NY nel mese di agosto. 

 


 

 

LISTEN: “Hey” – Okay Acoustic

LISTEN: “Mister Chameleon” (Live in Austin, TX 2016) #JAMINTHEVAN

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José James, classe 1978, una delle voci black di riferimento della scena contemporanea, torna in Italia dopo i sold out di Bologna e Milano della della scorsa primavera. Riparte dal Biko, il club milanese che aveva ospitato la sua ultima data italiana, e per la prima volta, porta il suo show anche a Roma e Bari. 

sabato 5 novembre 2016 Biko Club – Milanodomenica 6 Teatro Forma, Barimartedì 8 Monk Club, Roma

“C’è una guerra in corso in America e nel mondo, contro i poveri, la gente di colore, le donne, i migranti e i bambini innocenti.” 

Un nuovo show per presentare ‘Love in Time of Madness’, il nuovo album che uscirà il 25 febbraio 2017 ancora una volta per l’etichetta Blue Note. Dodici brani di grande intensità, incisi dopo un lungo tour e averli testati dal vivo con tanti suoi fans, un album che parla di “una guerra in corso in America e nel mondo, contro i poveri, la gente di colore, le donne, i migranti e i bambini innocenti”, che denuncia la “brutalità della polizia contro la comunità nera” e riflette sul “valore della vita umana e dell’amore”. 

Per questo nuovo show, José James, voce, chitarra e ableton, sarà accompagnato alla batteria da Nate Smith.

IL TOUR ITALIANO É ORGANIZZATO DA RE::LIFE BOOKING

PROMOSSO DA ROOTSISLAND


JOSÉ JAMES WEBSITE: http://www.josejamesmusic.com

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Cantautrice e produttrice che ha attirato già le attenzioni di tutta la stampa americana di settore a partire da Okayplayer, Exclaim!, Afropunk, Pitchfork, per proseguire con The Fader, Loud & Quiet Magazine, Noisy, DIVA, Dummy Mag e molti altri. 

SASSYBLACK DAL VIVO IN ITALIA A SETTEMBRE: 15 PALERMO Caffè Internazionale, 16 ROMA Monk Club, 17 MILANO Linecheck festival c/o Biko Club

Già voce e anima del progetto THEESatisfaction, il duo 

R&B/hip hop di Seattle e voce femminile nelle produzioni di Shabazz Palaces, SassyBlack è una voce senza tempo, una dea del ‘soul psichedelico elettronico’, un “’ologramma funk’ che fluttua tra rap, canto, composizione e produzione dalla sua base di Seattle, Washington. Solide radici nella musica classica e nel jazz, la sua voce è stata spesso paragonata a quella di Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan, Erykah Badu e Georgia Anne Muldrow. Mentre le sue produzioni, per valore e creatività , ricordano Roy Ayers, Pharrell e Herbie Hancock. L

’esperienza sul campo l’ha maturata dopo la laurea in musica nel 2008 semplicemente girando il mondo ed esibendosi a Los Angeles, Madrid, Lisbona, Londra, Brooklyn, Shanghai, Washington DC, Sydney e l’elenco potrebbe andare ancora avanti a lungo.

Nell’estate del 2015 ha pubblicato in modo indipendente il suo EP ‘Personal Sunlight’ che ha attirato l’attenzione da Okayplayer, Exclaim !, Afropunk, Pitchfork… Il suo album solista di debutto ‘No More Week Dates’ uscito a  maggio 2016 ha messo in fila tutti consensi a partire da The Fader, Rivista Loud & Tranquillo, rumoroso, DIVA, Dummy Mag e molto altro.


 

Listen: http://sassyblack.bandcamp.com