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NEW ALBUM

“Walk Against Wind

(Biophilia, 2017)

 

EUROPEAN TOUR 2017 – ITALY

w/Ben Wendel, tenor saxophone – Matthew Stevens, guitar – Justin Brown, drums

16/7 UMBRIA JAZZ – 17/7 VALDARNO JAZZ FESTIVAL – 18/7 PEPERONCINO JAZZ FESTIVAL – 20/7 SILE JAZZ – 22/7 CALA GONONE JAZZ FESTIVAL – 24-28/7 TUSCIA JAZZ 

Nata in Malesia e cresciuta a Perth, in Australia occidentale, Linda May Han Oh è una brillante bassista e compositrice ed è più che una promessa. Talento precoce,  ha studiato fin da piccola piano e fagotto per passare a 15 anni al basso elettrico, suonando jazz e rock nelle orchestre studentesche. La svolta è stata nel 2009 la menzione d’onore alla Thelonious Monk Bass Competition, seguita nel 2010 dal Bell Award come giovane artista australiana dell’anno e dal primo posto nel referendum dei critici di Downbeat come Acoustic Bass Rising Star. Si è trasferita a vivere a New York. Ha suonato al fianco di musicisti come Joe Lovano, Steve Wilson, Vijay Iyer, Dave Douglas, Kenny Barron, Geri Allen, Fabian Almazan e Terri Lyne Carrington.

Attualmente è nel quartetto di Pat Metheny, che per lei ha avuto parole entusiastiche:  “Ha tutto quello che cerco da sempre: senso del ritmo, scelta delle note e molta immaginazione. Ma la dote più rara, che voglio in un musicista e che lei possiede, è saper comunicare e interfacciarsi con estrema naturalezza con gli altri musicisti e con il pubblico”.

Ha scritto per grandi ensemble come anche musica per film. Il debutto a suo nome risale  al 2009, con un album in trio che si intitola semplicemente “Entry”. A questo fanno seguito “Initial Here” e “Sun Pictures” nel 2012 e 2013 per la prestigiosa Greenleaf Records. “Walk Against Wind” è il suo 4° album, ed è uscito il 14 aprile 2017.

Website: http://lindamayhanoh.com

 “WALK AGAINST WIND”
ASCOLTA / ACQUISTA

https://lindamayhanoh.bandcamp.com/releases
L’arte del mimo, con l’abbraccio del silenzio e della pura espressione fisica, può sembrare un’improbabile fonte d’ispirazione per un musicista jazz. Ma in “Camminando contro vento”, una delle pièce più amate dal grande Marcel Marceau, la bassista e compositrice Linda Oh crea una splendida metafora per raccontare la vita di un artista. Nel movimento grazioso ma frustrato di Marceau, che ha anche ispirato l’iconica passeggiata lunare di Michael Jackson, ammiriamo il leggendario mimo insinuarsi e combattere contro forze invisibili, ma al tempo stesso comprendiamo anche la bellezza e il piacere che si provano nel prendere strade e percorsi di vita che presentano sfide più grandi – ma anche premi più ricchi.

Linda May Han Oh esplora ciò che riguarda le grandi sfide e i ricchi premi del percorso di un artista. “Walk against wind/Camminare contro il vento” è un lavoro sui percorsi che scegliamo,” spiega Oh. “Talvolta finiscono per essere i sentieri più difficili, ma a lungo andare si dimostrano i più fecondi”.

L’album è il seguito spirituale del precedente “Sun Pictures”, del 2013, album che fu molto apprezzato.

credits

released April 14, 2017

Linda Oh – acoustic bass

Ben Wendel – tenor saxophone

Matthew Stevens – guitar

Justin Brown – drums

Fabian Almazan – piano (tracks 2, 6, 10)

Minji Park – janggu & kkwaenggwari (track 8)

Recorded at Brooklyn Recording on March 1 & 2, 2016

Engineered by Tyler MacDiarmid & Andy Taub

Mixed and Mastered by David Darlington at Bass Hit Studios

 

International press quotes:

  • “Oh makes music that is resolutely of the moment…Her innovative range and stellar improvisations have made [her] one of the most dynamic rising stars in jazz today.” - The Wall Street Journal
  • “She’s on pace to become something rare in jazz: a bassist known primarily for her work as a bandleader.” - The New York Times
  • “A major bass voice arrives” – JazzTimes
  • “On Walk Against Wind…[Oh] takes a long stride forward as a bandleader and composer. The writing is intricate but flowing, tailored to the articulate grace of her band.” - WBGO Take Five
  • “[a] consistently engaging, original album.” - Hot House
  • “Linda May Han Oh is a planetary force and these compositions, so brilliantly crafted, are her gravitational waves.” - Nextbop
  • “with bass in the forefront, not just as a solo voice but as an intriguing structural component in the writing… Oh shows remarkable growth and clarity of vision” – New York City Jazz Record
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Giovedì 1 giugno dal vivo in anteprima a Roma, nel quartiere del Pigneto, nell’affascinante cornice di I LEICA JAZZ:

TRIAT: In a dense fog, affresco sonoro tra musica etnica, contemporanea, jazz di ricerca e fluide improvvisazioni che si caratterizza con un racconto timbrico per nulla scontato, un incontro di suoni e continenti, un incontro tra culture.  Un progetto inedito di

Gionni Di Clemente: chitarra classica 10 corde, oud, bouzouki, pedali

Domenico Candellori: batteria, percusioni, batteria elettronica

Giuseppe Franchellucci: violoncello, pedali

Greg Burk: moog, sintetizzatori

Distribuito da Rara Records www.rara.it
Una compagine aperta e senza schemi precostituiti, un impasto timbrico che unisce la modernità dell’elettronica e il senso ancestrale di corde, percussioni e voci. E, ancor di più, tutti i protagonisti coinvolti nel disco condividono un’attitudine spontanea nel manipolare e miscelare il senso del suono, alla ricerca delle reazioni emotive e razionali. Allo stesso modo funziona lo spostamento di alcuni ruoli anche nel quartetto “residente”: il violoncello può ricoprire il ruolo del contrabbasso, ma con altre prospettive; le percussioni offrono ulteriori sapori e respiri alla gestione ritmica, la rende più versatile; le armonie affidate al Moog e alle numerose “corde” portate da Gionni Di Clemente completano il quadro.  Fabio Ciminiera

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L’evento é solo su prenotazione. Si svolgerà a Roma in zona Pigneto, in una bella e inusuale location. Per riservarsi la possibilità di assistere al concerto dovete scrivere a info@lsdproduzioni.eu o roots@rootsisland.com indicando il proprio NOME, CELLULARE, NUMERO DI POSTI. Vi verranno forniti tutti i dettagli utili.

Il concerto avrà inizio per le ore 21, è necessario arrivare 30 minuti prima dell’evento. All’arrivo sarà servito un aperitivo.

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[How a Radio has to play on 2017 according to The Heliocentrics]

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       Is

          Radio

                    Helios

 

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‘A World of Masks’ uscirà in digitale, in CD, LP e LP in edizione limitata gatefold dorato il 26 maggio 2017 per l’etichetta Soundway Records, e sarà distribuito in Italia da Audioglobe.

La band, che ha lavorato in passato con veri e propri pesi massimi della musica come Mulatu Astatke, Orlando Julius, DJ Shadow e Gaslamp Killer, produce ora il primo album con la nuova vocalist Barbara Patkova, un lavoro che galleggia senza soluzione di continuità tra jazz, hip-hop, psycho e Krautrock ed è anticipato dal singolo ‘Made of the sun’, la traccia iniziale dell’album.

Capitanati da Malcom Catto, tra i batteristi più rappresentativi della scena contemporanea, che vanta diversi riconoscimenti e una serie infinita di collaborazioni fin dai primi anni ’90 (tra cui ricordiamo quelle con Dj Shadow e Madlib e quelle con etichette culto come la Mo’ Wax e Jazzman), The Heliocentrics sono un collettivo di musicisti inglesi che a partire dalla prima apparizione nel 2006 nell’album di DJ Shadow ‘The Outsider’, a cui ha fatto seguito nel 2007 il debutto “Out of There” per la Stones Throw Rec, hanno subito messo in chiaro quanto siano del tutto invisibili per loro i confini tra generi musicali. Da sempre il loro suono batte una strada che fluttua tra jazz, hip-hop, psichedelia, krautrock e musica concreta. Un percorso che si è sviluppato e consolidato nel tempo e nei successivi lavori ‘3 Degrees Of Reality’ e ‘In the Deep’. Forti di un’identità originale e un eclettismo fuori dal comune si sono da subito messi in gioco nelle collaborazioni con veri e propri pesi massimi della storie della musica come Mulatu Astake, pioniere dell’Ethio jazz, LLoyd MIller, jazzista, studioso e massimo esperto di musica medio-orientale, e Orlando Julius, padrino dell’Afro Soul, fino ad arrivare al recente album firmato insieme a Melvin Van Pebbles, il padre spirituale della Blaxploitation.

Nel 2009, l’album ‘Inspiration Information’ delo Mulatu Astatke è stato eletto album dell’anno Jamie Cullum, il celebre cantante e conduttore radiofonico di BBC2 Radio, un riconoscimento condiviso da moltissime testate internazionali.Sono stati dieci anni intensi quelli trascorsiMadlib, Gaslamp Killer, MF Doom, Archie Shepp, Marshall Allen (Sun Ra Arkestra) e il compianto David Axelrod, scomparso di recente.Adesso, sulla misura di questo primo decennioQuatermass Sound Lab, il loro studio analogico a East London, introduce un elemento di novità rispetto ai precedenti lavori e accoglie nel suo sound la voce, strumento per loro inusuale, della giovane cantante slovacca Barbora Patkova. Con un groove in continua espansione e ritmi che muovono verso nuove dimensioni non ancora esplorate così a fondo come adesso, gli Heliocentrics sviluppano e rivitalizzano il concetto di cosmic jazz. E già alcuni ‘rumors’ li vedono proiettati verso un futuro album in collaborazione proprio con la Sun Ra Arkestra.

HELIOS-INFO:
www.facebook.com/TheHeliocentrics

BOOKING RE::LIFE BOOKING DEPT.

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A WORLD OF MASKS LIVE PREMIERE

6 APRILE BOLOGNA, Locomotiv Club

7 APRILE ROMA, Auditorium Parco della Musica

8 APRILE MILANO, Biko Club

Opening act: BLUE LAB BEATS


I leggendari The Heliocentrics, band di culto capitanata da Malcom Catto, tornano a suonare in Italia e presentano in anteprima assoluta i brani del nuovo album A World of Masks, il loro quarto, annunciato in uscita il 26 maggio 2017 per la Soundway Records (distribuita in Italia da Audioglobe).

La band, che ha lavorato in passato con veri e propri pesi massimi della musica come Mulatu Astatke, Orlando Julius, DJ Shadow e Gaslamp Killer, produce ora il primo album con la nuova vocalist Barbara Patkova, un lavoro che galleggia senza soluzione di continuità tra jazz, hip-hop, psycho e Krautrock ed è anticipato dal singolo ‘Made of the sun’, la traccia iniziale dell’album.

Opening act del tour italiano: BLUE LAB BEATS, duo londinese formato dal producer NK OK e dal polistrumentista Mr DM. I due hanno da poco pubblicato il loro esordio con l’EP ‘Blue Skies’:  https://soundcloud.com/blue-lab-beats

HELIOS-INFO:
www.facebook.com/TheHeliocentrics

IL TOUR ITALIANO E’ ORGANIZZATO DA
RE::LIFE BOOKING DEPT.

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Fresh from recording her second album, Daymé Arocena is coming to Europe, backed by her immensely talented fellow Cuban musicians. Known as Los Niños, both they and Daymé have risen out of Cuba’s unrivalled musical conservatoires.

Bringing their unmissable live show to venues across Europe, don’t sleep on tickets.

31st March, Yuca/CBE, Cologne (Tickets)
1st April, Mojo, Hamburg (Tickets)
2nd April, Berghain Kantine, Berlin (Tickets)
3rd April, Alte Feuerwache, Mannheim (Tickets)
5th April, De Roma, Antwerp (Tickets)
6th April, Paradiso, Amsterdam (Tickets)
7th April, Motel Mozaïque Festival, Rotterdam (Tickets)
8th April, Espace Senghor, Brussels (Tickets)
13th April, New Morning, Paris (Tickets)
14th April, The Jazz Cafe, London (Tickets)
20th April, Bravo Caffe, Bologna (Tickets tbc)
21st April, Teatro Studio, Auditorium Parco Della Musica, Rome (Tickets)
22nd April, Biko, Milan (Tickets tbc)
24th April, Cafe Berlin, Madrid

27th April, Brooklyn Parlor, Fukuoka (Tickets)
29th April, Jazz Auditoria, Tokyo (Tickets tbc)
30th April, Blue Note, Tokyo (Tickets)*
30th April, Jazz Auditoria, Tokyo (Tickets tbc)
1st May, Blue Note, Tokyo (Tickets)
2nd May, Blue Note, Tokyo (Tickets)

*Playing with Blue Note All-Star Tokyo Jazz Orchestra

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“A vibrant, bold record.” Pitchfork
“Expansive and imaginative.” The Wire
“A triumph.” The Sunday Times
“A career-defining release.” Uncut
“An entertaining, impressively varied return.” The Guardian
“Heavy duty.” DJ Mag
An audacious album.” Okayafrica
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THE MAKING OF “CUBAFONÍA”

Questo disco racconta di me, di quello che sono. E’ un disco che suona Cuba nel XXI secolo. E’ un disco che suona musica cubana di oggi.

“I’m an academic musician. I went to music school, I studied at the Amadeo Roldán Conservatory, where they teach us Bach, Mozart, Beethoven, Brahms, Strauss, Mahler and Wagner … but they also teach us the Cuban classics. And at some point we play the classic styles of popular Cuban music, though without giving them great recognition because the school is focused on classical music. But we understand them, we recognize them and we study them. I think that school was my first connection to traditional Cuban music styles. And after that, the street, and life in general, taught me how beautiful they are and how influential they are on the lives of every Cuban, musician or not. So that’s where it began, my complicity with the musical styles which I was born into.”

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DAYMÉ AROCENA (CUBA – Brownswood Recordings / Audioglobe)
Cantante, compositrice, arrangiatrice, direttrice di coro e band leader, carismatica presenza della musica cubana, Daymé Arocena è emersa rapidamente sulla scena internazionale jazz e neo-soul.
CUBAFONÍA è il suo nuovo album, dal 10 marzo in tutti gli stores digitali e nei negozi di dischi: www.cubafonia.com

 

Le piacerebbe lavorare con Kendrick Lamar e Anderson .Paak, e in primavera sarà in Italia per tre imperdibili concerti: 
20 aprile BOLOGNA – Bravo Caffé
21 aprile ROMA –  Auditorium Parco della Musica, Teatro Studio
22 aprile MILANO – Biko Club

 

Mambo Na’ Mà è il primo singolo estratto

Con Cuba che si appresta a connettersi sempre più col resto del mondo, l’orgoglio del popolo cubano per un patrimonio musicale unico non è mai stato così vitale. Daymé Arocena non fa eccezione, non si distacca da queste basi, e torna con un secondo album molto ambizioso: ”Cubafonía”; in cui sviluppa le sue composizioni partendo dai ritmi classici della musica cubana, abbraccia la ricchezza dei diversi piani musicali del suo paese, e al tempo stesso riesce a guardare al di fuori di quei confini, capitalizzando le esperienze dei tanti viaggi fatti nel corso degli ultimi due anni. Si tratta del progetto più lucido e completo che abbia mai realizzato da quando, nel 2012, ha incontro quello che diventerà poi il suo mentore (e direttore artistico dell’etichetta) Gilles Peterson. Daymé ha potuto contare sulla grande esperienza e sulla visione molto ampia che Peterson ha come DJ, radiofonico e promoter, e sul sostegno del progetto Havana Cultura* – una piattaforma che sviluppa e incoraggia la creatività contemporanea a Cuba, creata dai produttori del rum Havana Club.

Ha condiviso il palco con Roy Ayers e la superstar brasiliana Ed Motta (che ha sorpreso in lacrime di gioia con una dichiarazione d’amore mentre erano sul palco del Worldwide Festival), con Miguel Atwood-Ferguson in occasione della sua trionfante Suite for Ma Dukes al Barbican, arrembando letteralmente il palco. Ha tenuto concerti da Los Angeles a Tokyo, ipnotizzando ogni volta il pubblico con la sua sbalorditiva estensione vocale e un grande senso dell’umorismo e dell’ironia. Le piacerebbe lavorare con Kendrick Lamar e Anderson Paak.  Ambiziosa, laboriosa, e affamata di scambio culturale, che non compromette il sapore unico del suo paese d’origine di cui è così fiera, lascia trasparire che il 2017 potrebbe essere un anno monumentale per lei che ha ben chiaro il senso delle influenze e commistioni nella sua musica: “Non abbiamo una cultura nativa,” spiega. “Non abbiamo popolazioni indigeni, come i Maya o i Quechua. Hanno fatto un paese con persone provenienti da tutto il mondo – che è ciò che rende la cultura cubana così diversa .”

DAYMÉ AROCENA CUBAFONÍA: RootsIsland Wide Promotion –  Riccardo Rozzera - roots@rootsisland.com393.9818120

 

* Lanciata nel 2007, HAVANA CULTURA è la piattaforma per la promozione della creatività cubana contemporanea creata dal produttore di rum cubano Havana Club. Il suo obiettivo principale è quello di mettere in mostra e valorizzare il lavoro di artisti in varie discipline, tra cui musica, arti visive e dello spettacolo, del cinema e della letteratura, sia attraverso un sito web ricco di informazioni e finestre multimediali, sia attraverso lo sviluppo di progetti culturali. Havana Cultura sul web: havana-cultura.com

 

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GIOVANNI DI COSIMO NU

IN CONCERTO A

RADIO3 SUITE JAZZ

Martedì 7 febbraio 2017 - ore 20.30

Registrato alla Casa Del Jazz, Roma, il 5.8.2016

Giovanni Di Cosimo, tromba, flicorno, elettronica;

Marco Bonini, chitarra, elettronica;

Paolo Pecorelli, basso, elettronica;

Cristiano De Fabritiis, batteria;

Marco Conti, sax;

Arturo Valiante, pianoforte

 

NU come NUOVO, progetto in continua ricerca ed evoluzione. NU come NUDO, il musicista che si spoglia per restituire se stesso attraverso il proprio strumento. NU è il progetto del musicista e compositore Giovanni di Cosimo, dal 2013 nel cast di Gazebo, il programma di Rai3.

 

NU è frutto di una lunga ricerca in cui Di Cosimo definisce un suono e un linguaggio strumentale molto personale. Un’evoluzione che parte dal jazz e attraversa tutta la musica, senza preconcetti e confini di genere, e che lascia uno spazio importante all’improvvisazione.

 

Nel concerto, i brani di Inside, il nuovo disco, pubblicato a giugno 2016 da RaiCom, e di NU5TET, album del 2011 che ha segnato l’esordio del progetto GIOVANNI DI COSIMO NU.

 

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YUSSEF KAMAAL (UK – Brownswood Recordings)

BLACK FOCUS TOUR, DICEMBRE  2016 : il 2 a Roma al Monk Club; il 3 a Milano al Biko Club nell’ambito della rassegna MASH 2016 Sonic Impact; il 4 al Combo Social Club di Firenze;  il 7 a Torino allo Spazio 211 per la giornata di apertura del Jazz:Re:Found Festival.

“Black Focus” è il titolo dell’album d’esordio di Yussef Kamaal, progetto capitanato da Yussef Dayes e Kamaal Williams (aka Henry Wu).  Entrambi provengono dai sobborghi londinesi e hanno iniziato giovanissimi suonando nei pub di Peckam e Camberwell. Dayes è la batteria dal sapore cosmico e afrobeat, già noto per essere parte di United Vibrations, due album all’attivo con loro, e per diverse altre collaborazioni. Williams è profondo conoscitore di drum machine e tastiere e, con il moniker di Henry Wu, è già un personaggio di riferimento con alle spalle una serie di uscite in 12” su 22a Music, Eglo Records e Rhythm Section INTL.

Il suono di Yussef Kamaal è modellato dal suono di Londra. Un progetto cresciuto tra jungle, grime e broken beat, e profuma di jazz dai bassi saturi come fossero trasmessi da una radio pirata della capitale. Dayes e Williams hanno avuto poco tempo per conoscersi, e il progetto si è evoluto in Yussef Kamaal in maniera del tutto spontanea, forgiando i brani nell’improvvisazione piuttosto che nella scrittura. L’ispirazione è ben salda in quello spirito jazz-funk degli anni ’70, tipico degli album di Herbie Hancock o della Mahavishnu Orchestra. Debitori tanto del piano di Thelonious Monk, quanto della drum-machine di Kaidi Tatham, i due guidano il progetto all’interno di un solco ben preciso. E se negli States questo solco è stato tracciato intorno al mondo hip-hop più contaminato – da Robert Glasper a Kamasi Washington che hanno re-immaginato un certo jazz all’interno della cultura musicale americana –  in “Black Focus” sviluppano, in maniera magistrale, un ibrido di quel jazz nel contesto meticcio cosmopolita londinese.

“Si regge tutto sulla batteria e sulle tastiere. Non prendiamo niente da nessun altro – dice Williams – ma è ciò da cui tutto è nato: gli accordi, il ritmo e la batteria”.   “Non si tratta di arrangiamenti completi, ma più di un flusso – continua Dayes – dove molte tracce sono nate spontaneamente, con Henry che iniziava a suonare un giro di un paio di accordi, e io che mi inserivo nel groove, lasciando che gli arrangiamenti nascessero in maniera spontanea”.  “Il modo con cui ci avviciniamo alla musica – a parlare è ancora Williams – è tutto energia ed empatia. Ci siamo semplicemente entrati e l’abbiamo tirata fuori”.

Da questo interplay, da una session live di Williams (Henry Wu) per Boiler Room (VEDI: https://youtu.be/Cg5J6Eo_3H0), Yussef Kamaal è divenuto presto un progetto vero e proprio, con i due che hanno tenuto una serie di live partendo semplicemente da un giro di accordi per poi improvvisare sul palco, fino a che non hanno deciso di portare quel che suonavano dal vivo anche in uno studio di registrazione. Per farlo si sono affidati alla guida di Malcolm Catto (The Heliocentrics) per un disco che mantiene intatte tanto le improvvisazioni, quanto l’energia sprigionata nei live. Un disco influenzato da ogni angolo di Londra, che non poteva che avere il suo cuore pulsante nel dialogo tra batteria e tastiere, e che si è arricchito di tanti altri strumenti e musicisti ospiti, felici di interagire e di essere parte di questo album di debutto, pubblicato il 4 novembre 2016 dall’etichetta di Gilles Peterson, la Brownswood Recordings.

ALBUM TRACKLIST: 1. Black Focus 2. Strings of light 3. Remembrance 4. Lowrider  5. Yo Chavez  6. Ayla  7. Mansers Message  8. Wingtai Drums  9. Joint 17

YUSSEF KAMAAL  - BLACK FOCUS TOUR 2016 - Italy: Re::Life Booking Dept. Marco Saurini booking@relife.it

PRESS: RootsIsland Wide Promotion –  Riccardo Rozzera - roots@rootsisland.com 393.9818120

Copia di KING Press Shot 6-CREDIT ALEX KING

Il trio elettro-soul che ha già folgorato Prince, Stevie Wonder e Nile Rodgers, che stava per arrivare in Italia con il WE ARE KING WORLD TOUR per ben tre concerti (23.11 Bravo Caffé Bologna, 24.11 Monk Club Roma, 25.11 Biko Club Milano)

INTERROMPE IL TOUR EUROPEO ED ANNUNCIA CHE I CONCERTI CHE ERANO IN PROGRAMMA IN GERMANIA, ITALIA E PORTOGALLO, COME GIA’ SUCCESSO NEI GIORNI SCORSI PER I CONCERTI DI COPENHAGEN E DI VILNIUS, VERRANNO RIPROGRAMMATI IN PRIMAVERA.

IL TOUR NON SARA’ CANCELLATO.

RESTA FERMA LA VOLONTA DELLA BAND DI TORNARE A SUONARE QUANTO PRIMA IN EUROPA PER MANTENERE FEDE AGLI IMPEGNI PRESI IN PRECEDENZA CON TUTTI GLI ORGANIZZATORI E CON IL LORO PUBBLICO.

Come si legge sul profilo facebook ufficiale della band in un post di questa notte, nonostante i tanti auguri di pronta guarigione giunti ad Amber, per l’infezione all’orecchio che l’aveva afflitta nei giorni scorsi, il suo dottore le ha intimato di non tenere concerti, e di non prendere aerei, per almeno una settimana  (www.facebook.com/weareKING).

KING: è un elettro-soul trio formato dalle gemelle Paris e Amber Strother e dalla  sorella in musica Anita Bias. Nel 2011 le King hanno pubblicato “The Story”, l’EP di debutto, al 100% autoprodotto nel loro home studio, perfetto per introdurci al loro sound: un’intrigante miscela di dream-pop ed R&B, da cui emergono le loro radici di Minneapolis e Los Angeles. All’interno dle disco spiccano su tutti due brani: “Supernatural” ed “Hey”, che vengono  immediatamente rilanciati dalle radio e dalla stampa USA specializzata , fino a catturare l’attenzione e l’ammirazione di Prince, Questlove, il bandleader dei Roots, di Phonte Coleman, frontman di Foreign Exchange, Erykah Badu e Kendrick Lamar, che ha campionato “Hey” per il suo “Chapter Six”. Prince tra gli ammiratori della prima ora, e le cronache narrano che il follettto di Minneapolis, dopo averle scoperte su youtube, inviò loro un’e-mail di una sola frase, chiedendo se fossero “interessate ad un incontro.” Finì che furono invitate ad aprire nel 2011 uno dei suoi memorabili concerti al L.A. Forum con Prince che, fino alla fine, è stato il più accanito supporter e mentore del trio.
Non solo ammiratori sono invece Robert Glasper, insieme hanno prodotto i brani “Move Love” (Black Radio – 2012) e “Song For Selim” (contenuto in Everythings Beatiful, l’album che ha accompagnato l’uscita del film su Miles Davis), Bilal con “Right At The Core” (A Love Surreal – 2013) e Corinne Bailey Rae (hanno co-prodotto il suo nuovo singolo “Green Aphrodisiac”, 2016). Dopo una serie di rinvii, causa dell’intensa attività delle collaborazioni, all’inizio del 2016 hanno pubblicato finalmente l’attesissimo album di debutto dal titolo emblematico “We Are King”, accolto ottimamente dalla critica internazionale, tanto che Rolling Stone, Pitchfork, Npr, Stereogum, Noisey, lo hanno incluso nella classifica di metà anno dei migliori album del 2016. Partite in tour promozionale, a Marzo si sono esibite con ben 4 show al prestigioso SXSW di Austin, in Texas, dove hanno  folgorato pubblico ed addetti ai lavori, tra cui un personaggio del calibro di Stevie Wonder, che le ha chiamate ad aprire il suo concerto a Londra (Hyde Park – 10 Luglio) e Nile Rogers (Chic), che le ha invitate direttamente tra gli headliners del Fold festival, il festival che ogni anno dirige a NY nel mese di agosto.  Fin qui un ottimo debutto che fa presagire un lungo e prosperoso regno, quello delle King.

INFO:
www.weareking.com

IL TOUR ITALIANO E’ ORGANIZZATO DA
RE::LIFE BOOKING DEPT.

E PROMOSSO IN COLLABORAZIONE CON
ROOTS ISLAND WIDE PROMOTION